A Parigi è accaduto un attentato terroristico drammatico a chi irrideva del modello religioso islamico. Un enorme disastro provocato dalla mano dell’uomo. Uomini esaltati in preda ad una furia vendicativa hanno distrutto le vite di due decine di persone bersagliate perché ritenute colpevoli di lesa maestà al loro dio o perché si trovavano per caso sulla strada degli assassini.
L’enorme disastro ha colpito persone inermi la più parte delle quali precedentemente non avrebbe creduto possibile un evento del genere. E’ stata un’eruzione di esperienza traumatica che ha distrutto all’improvviso le loro vite ed ha gettato in un indicibile sconforto i loro cari colpiti da un lutto tragico, inaspettato, crudele.
Il cambiamento climatico non è più una minaccia che incombe sulle nostre vite; non più un tema su cui discutono gli scienziati. E’ una realtà che sta colpendo le persone. Almeno così viene vissuta.
Vi sono effetti economici ed altri emotivi che si diffondono.
L’altro giorno al supermercato due persone quasi vengono alle mani per l’acquisto dell’ultimo refrigeratore di cui il magazzino ancora disponeva. La siccità prolungata brucia i parchi ed i campi. Nulla di più facile di un (forte) aumento dei prezzi dei generi alimentari.
C’è molta quantità di “roba” pubblicata in giro. Se l’occhio non è attento si rischia di rimanere sepolti dal numero impressionante di libri, articoli, riviste, quaderni, dvd, cd, trasmissioni, congressi, relazioni, work-shop, conferenze, corsi, lezioni, festival…
La comprensione anziché venirne irrobustita è semplicemente ottenebrata. Il dialogo fra le persone diventa difficile, ognuno cita o si riferisce a qualcosa, qualcuno, qualche accadimento ed il fossato tra gli individui si accentua: come nelle religioni, ognuno pensa di avere la risposta giusta.
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