Paolucci Claudio. Nati cyborg. Cosa l'intelligenza artificiale generativa ci dice dell'essere umano. Luca Sossella editore 2025;

In più passaggi di questo piccolo libro Paolucci ci ricorda la sua confidenza con Umberto Eco di cui sarebbe un prosecutore. 

Bisogna arrivare alle ultime pagine per leggere in modo conciso e preciso il senso di

tutta l'argomentazione. Ed è tratta da quanto scritto Andy Clark, 2003, 2008, là dove ha mostrato come la natura stessa dell'essere umano sia quella natura che gli ha consentito di passare dall'essere preda all'essere il più spietato predatore esistente sul pianeta senza fare nulla al suo corpo. Ciò grazie alla sua continua capacità di delegare all'ambiente e agli artefatti culturali o naturali, le proprie skill cognitive al fine di svolgere in modo molto più efficace compiti che se li svolgessimo all'interno della nostra testa, del nostro corpo biologico, sarebbero molto meno efficaci e molto più complessi. La soggettività è una di queste skill dal momento che serve all'essere umano per agire efficacemente nel mondo.

Clark esplicitamente già nel titolo del suo libro spiega come si è “natural born cyborg”. Perché la nostra natura umana è quella di ibridarci con l'ambiente, costruendo dei concatenamenti con le macchine

Oggi l'evoluzione che ci permette di ampliare la nostra presenza nel mondo è l'intelligenza artificiale. Dobbiamo quindi approfittarne, anziché averne timore.

Così come gli esseri umani possono immaginare mondi, azioni, personaggi, situazioni molto differenti dal mondo reale, così i modelli linguistici di grandi dimensione LLM possono generare storie allucinando nuovi contesti, personalità o conversazioni attraverso una rielaborazione creativa dei dati che hanno ricevuto precedentemente durante il loro addestramento; in questo senso la capacità di allucinazione di un LLM non è affatto qualcosa di negativo e può essere paragonata alla capacità immaginativa degli esseri umani.

Le idee principali della semantica di Umberto Eco sono due: uno, la pragmatica cioè l'uso del linguaggio; due l'attività di produzione, interpretazione e gestione del significato. Un'attività essenzialmente incompleta in cui l'operazione principale che si fa è riempire degli spazi bianchi.

Il testo è pieno di perifrasi di difficile decodifica. Tipo: “ci sono straordinarie architetture semio-linguistiche che funzionano senza la coppia significante/significato e senza pensare al significato come al piano correlato in presupposizione reciproca col significante”. Dove il lettore? Deve attrezzarsi di uno snowboard per potere navigare all'interno di queste correlazioni intrinseche.

Diceva Einstein che il completo padroneggiamento di una materia si poteva rilevare dalla capacità di spiegarla in modo semplice, senza il ricorso a involuzioni.

La coscienza stessa dell'essere umano è da sempre consistita nel costruire protesi esterne a cui delegare tutta una serie di funzioni che sarebbero svolte meno efficacemente all'interno del corpo biologico.

La tesi di Benveniste è molto chiara: la soggettività non consiste in un sentimento o in un'esperienza fenomenologica, o nella coscienza intenzionale di qualcosa, bensì nell'autocoscienza; cioè nell'unità psichica che unifica le nostre esperienze intenzionali vissute che permette di raddoppiarci (sdoppiarci, come insegno a specialità: sdoppiamento come schizofrenia integrata che consente di essere col paziente e nello stesso momento di essere fuori e osservare e lui e noi stessi) e di porre noi stessi a oggetto delle nostre riflessioni.

nizzoli foto 3Umberto Nizzoli è Psicologo clinico e specialista in Psicoterapia. Già direttore Dipartimento aziendale salute mentale e dipendenze patologiche, Azienda Sanitaria di Reggio Emilia. Ha insegnato nelle università di Modena (Psichiatria e Neuropsichiatria Infantile), Padova (Psicologia), Bologna, (Scienze dell'Educazione). Ha diretto i Master sui Dca Regione Emilia-Romagna e Unitelma Sapienza. E' stato presidente europeo di
ERIT, Federazione europea operatori tossicodipendenze, e di AED, Academy for Eating Disorders, e presidente Sisdca, società italiana per lo studio dei Dca. Attualmente insegna Psicobiologia del comportamento umano alla Università Salesiana-IPU. E' presidente Aepea-sezione Italia (società di Psicopatologia dell’infanzia e dell’adolescenza). E' iscritto all'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna, N. 0560