Indagine di prevalenza sui comportamenti di gioco d’azzardo in un gruppo di adolescenti

Di Capitanucci Daniela, Smaniotto Roberta, Biganzoli Angela (estratto da Personalità/Dipendenze ed.mucchi editore, pg. 119, Volume 15 fascolo 2 -2009)

Abstract
Un campione di studenti italiani è stato indagato riguardo la prevalenza nell’arco degli ultimi 12 mesi di comportamenti di gioco d’azzardo e circa le ragioni per giocare.
Tutti gli studenti di un Istituto Tecnico del Nord Italia (579, di cui 520 maschi e 59 femmine) di età compresa tra 13 e 20 anni hanno compilato anonimamente una versione tradotta del SOGS-RA ed un breve questionario anamnestico durante le ore di lezione. I risultati mostrano un elevato coinvolgimento in attività di azzardo: le scommesse sportive rappresentano il gioco più popolare (praticato dal 14% più di una volta per settimana e dal 13% più di una volta al mese). Il tasso percentuale di gioco ad alto rischio e patologico è rispettivamente 7,9 e 5,9, e i maschi hanno ottenuto punteggi più alti delle femmine (c2=68.739; V=0.24; p Parole chiave: Gambling, Adolescenza, Prevalenza, Motivazioni.

Last 12 months problem gambling prevalence and reasons stated to gamble were investigated in a sample of italian students in Sept. 2005. The entire population attending a technical high-school in Northern Italy, 579 students (520 boys and 59 girls) aged 13-20, anonimously self-filled a translated SOGS-RA questionnaire and a demographic form during their classwork. Findings show relevant commitment in gambling activities: sport betting was found to be the most popular game (practised more than once a week, 14%, and more than once a month, 13%), high risk and pathological gambling rates percent were respectively 7.9 and 5.9 and male subjects scored higher than female ((c2=68.739; V=0.24; p

nizzoli foto 3Umberto Nizzoli è Psicologo clinico e specialista in Psicoterapia. Già direttore Dipartimento aziendale salute mentale e dipendenze patologiche, Azienda Sanitaria di Reggio Emilia. Ha insegnato nelle università di Modena (Psichiatria e Neuropsichiatria Infantile), Padova (Psicologia), Bologna, (Scienze dell'Educazione). Ha diretto i Master sui Dca Regione Emilia-Romagna e Unitelma Sapienza. E' stato presidente europeo di
ERIT, Federazione europea operatori tossicodipendenze, e di AED, Academy for Eating Disorders, e presidente Sisdca, società italiana per lo studio dei Dca. Attualmente insegna Psicobiologia del comportamento umano alla Università Salesiana-IPU. E' presidente Aepea-sezione Italia (società di Psicopatologia dell’infanzia e dell’adolescenza). E' iscritto all'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna, N. 0560