Pochi giorni, era l’11 dicembre 2025, fa ho potuto constatare nuovamente la motivazione, o almeno una delle motivazioni, che fa sì che vi sia una certa separazione tra le la nostra associazione internazionale, AED la Acedemy for ED, che dovrebbe essere mondiale e l'approccio metodologico clinico che mettono in pratica i colleghi che lavorano in Francia o che si ispirano ai modelli e alle pratiche delle scuole francesi che hanno soprattutto una base di tipo psicanalitico.

Il tema principale del confronto era l'anoressia nervosa.

La Francia della sua

storia ha attraversato momenti di animoso conflitto sociale.

I contrasti appaiono più intensi di quanto non sia da tempo nel mio paese, l’Italia.

Anche attualmente, sulla materia di cui ci occupiamo, vi è questa divaricazione interna: da una parte i rappresentanti di chi governa che vorrebbero ammodernare la Francia seguendo il modello capitalistico occidentale e dall'altra parte vi è chi esprime radicamenti più profondi con la storia francese e che difende quelli che possono essere considerate le tradizioni.

Questo avviene anche nel nostro campo, le malattie mentali, dove osserviamo che vi è una proposta di legge al Senato francese di non riconoscere il pagamento da parte della sicurezza sociale delle terapie che seguono il modello psicanalitico. La psicoanalisi non deve ricevere più, nei propositi degli estensori della proposta di legge, nessun finanziamento dal sistema sanitario pubblico.

Dall'altra parte un largo schieramento di psichiatri e psicologi che portando una ricca letteratura scientifica dimostrano come l'evidenza dei trattamenti si basi su criteri che appartengono anche alla psicoanalisi e comunque i nostri colleghi difendono apertamente il modello psicoanalitico.

Questa divaricazione – lontananza - si osserva anche nel panorama internazionale laddove la Francia, che ha una ricchissima tradizione scientifica e culturale in materia psichiatrica e psicopatologica, è sotto rappresentata nelle società professionali internazionali. La ragione è che i modelli clinici che vengono affermati a livello internazionale non trovano seguito tra la larga parte degli psichiatri e degli psicologi e degli psicoterapeuti francesi.

Infatti, come dicevo, ancora una volta in quest'ultimo seminario internazionale ci si è confrontati sul trattamento della anoressia nervosa e sulle motivazioni che favoriscono la formazione di un disturbo mentale così severo.

Per i nostri colleghi francesi il conflitto con la madre è cruciale nel determinare larga parte delle storie dell'anoressia nervosa.

Mentre la letteratura internazionale, quella cui attingiamo dalle grandi banche dati che utilizzano soprattutto – quasi esclusivamente - l'inglese, e questo non è secondario,  lo esclude – vedi le 9 Verità, AED - e anzi riconosce l'esigenza di avere una visione più globale multifattoriale.

Anche sotto il profilo del trattamento questa divaricazione si pone in maniera molto evidente, perché i colleghi francesi dicono che vanno esclusi i familiari e particolarmente le madri dai setting terapeutici. La riservatezza del rapporto con la paziente è criterio cruciale allontanando dalla pratica clinica quelli che sono considerati fattori che hanno determinato lo sviluppo della malattia, i genitori, la famiglie e in particolare le madri.

Il che è una visione radicalmente diversa da quella che portata avanti dalle grandi società scientifiche internazionali come anche AED che dicono che non si può colpevolizzare i genitori, ma anzi occorre lavorare per ingaggiarli che anzi, spesso da quel terreno nascono quelle figure di expert by experience, persone che hanno trasformato la propria vita diventando portatrici di esperienze che possono essere interessanti anche a livello collettivo e clinico. Si invitano i servizi e i loro professionisti a lavorare con le famiglie, come appunto alcuni modelli clinici, ad esempio il Comprehensive approach, Triangle, Echomantra suggeriscono di fare.

Su questa faglia che rompe l’unità interprofessionale occorrerebbe lavorare di più, confrontarsi di più, creare dei ponti che facciano sì che non sia accettata passivamente questa separazione delle storie scientifiche e culturali che non riguardano più solo, si fa per dire, fra mondo occidentale e paesi dell'est asiatico o paesi del continente africano attuando la auspicata decolonizzazione cultural-scientifica, ma sono dentro all'occidente fra la radice francofona e mitteleuropea e quella, attualmente largamente prevalente, di origine anglosassone.

Il y a quelques jours, encore une fois le 11 décembre 2025, j'ai pu constater une fois de plus la motivation, ou plutôt l'une des motivations, qui conduit à une certaine séparation entre notre association internationale, qui se veut mondiale la AED la Acedemy pour les TdA, et l'approche adoptée par les collègues qui travaillent en France ou qui s'inspirent des modèles à rayures des écoles françaises, lesquelles reposent avant tout sur une approche psychanalytique.

Le principal sujet de discussion était l'anorexie mentale.

Tout au long de son histoire, la France a connu des périodes de profonds conflits sociaux.

Ces conflits semblent plus intenses qu'ils ne l'ont été récemment dans mon pays, l'Italie.

Aujourd'hui encore, sur le sujet qui nous occupe, cette division interne persiste : d'un côté, des représentants du pouvoir, désireux de moderniser la France selon le modèle capitaliste occidental ; de l'autre, ceux qui revendiquent un attachement plus profond à l'histoire française et défendent ce que l'on peut considérer comme des traditions.

Cela se vérifie également dans notre domaine, la santé mentale, où l'on observe un projet de loi au Sénat visant à exclure du remboursement par la sécurité sociale les thérapies d'inspiration psychanalytique. Les auteurs de ce projet de loi entendent priver la psychanalyse de tout financement public.

Par ailleurs, un grand nombre de psychiatres et de psychologues francais, s'appuyant sur une abondante littérature scientifique, démontrent que l'efficacité des traitements psycho repose sur des critères qui relèvent également de la psychanalyse, et nos collègues, en tout état de cause, défendent ouvertement le modèle psychanalytique.

Ce décalage, cette distance, s'observe également à l'échelle internationale. La France, pourtant riche d'une tradition scientifique et culturelle en psychiatrie et psychopathologie, est sous-représentée dans les sociétés professionnelles internationales, comme par exemple la AED. Cela s'explique par le fait que les modèles cliniques établis internationalement ne sont pas adoptés par la majorité des psychiatres, psychologues et psychothérapeutes français.

En effet, comme je l'ai mentionné précédemment, ce dernier séminaire international portait sur le traitement de l'anorexie mentale et les facteurs favorisant le développement de ce trouble mental grave.

Pour nos collègues français, le conflit avec la mère est un élément crucial dans l'histoire de nombreuses anorexiques.

Or, la littérature internationale, issue de vastes bases de données majoritairement, voire exclusivement, en anglais (ce qui est loin d'être anodin), l'exclut (voir les « 9 Vérités », AED) et reconnaît la nécessité d'une vision plus globale et multifactorielle.

Cette divergence est également très manifeste en matière de traitement: nos collègues français estiment que les membres de la famille, et notamment les mères, devraient être exclus du cadre thérapeutique. La confidentialité dans la relation avec le patient est un critère essentiel, excluant de la pratique clinique ceux que l'on considère comme ayant favorisé le développement de la maladie : les parents, la famille et, en particulier, la mère.

Cette vision est radicalement différente de celle défendue par de grandes sociétés scientifiques internationales comme l'AED, qui affirment que les parents ne sont pas à blâmer, mais qu'il faut au contraire les impliquer. De fait, cela fait souvent émerger des experts par l'expérience, des personnes qui ont transformé leur vie et qui deviennent dépositaires d'expériences pouvant présenter un intérêt collectif et clinique. Les services et leurs professionnels sont encouragés à travailler avec les familles, comme le suggèrent certains modèles cliniques, tels que le Comprehensive Approach, Triangle, Echomantra.

Cette fracture qui fragilise l'unité interprofessionnelle exige davantage d'efforts, de dialogue et la création de ponts afin que cette séparation entre les histoires scientifiques et culturelles ne soit pas acceptée passivement. Ces histoires ne concernent plus, pour ainsi dire, uniquement le monde occidental et les pays d'Asie orientale ou d'Afrique, mettant en œuvre la décolonisation culturelle et scientifique souhaitée, mais se situent plutôt au sein de l'Occident, entre ses racines francophones et d'Europe centrale et ses racines anglo-saxonnes actuellement largement prédominantes.

A few days ago, December 11, 2025, I can once again observe the reason, or at least one of the reasons, that leads to a certain separation between our international association, AED (Academy for ED), which should be global, and the clinical methodological approach implemented by colleagues working in France or who draw inspiration from the models and practices of French schools, which are primarily psychoanalytically based.

The main topic of discussion was the anorexia nervosa.

France has historically experienced moments of heated social conflict.

The conflicts appear more intense than they have recently been in my own country, Italy.

Even today, on the subject we are dealing with, there is this internal divide: on one side, there are representatives of those who govern, who would like to modernize France following the Western capitalist model, and on the other side, there are those who express deeper roots in French history and defend what can be considered traditions.

This is also happening in our field, mental illness, where we note a bill in the French Senate to exclude social security payments for therapies following the psychoanalytic model. The bill's authors propose that psychoanalysis should no longer receive any funding from the public health system.

On the other hand, a large group of psychiatrists and psychologists, bringing a wealth of scientific literature, demonstrate how treatment evidence is based on criteria that also pertain to psychoanalysis, and our colleagues, in any case, openly defend the psychoanalytic model.

This gap—distance—is also observed internationally, where France, which has a rich scientific and cultural tradition in psychiatry and psychopathology, is underrepresented in international professional societies. The reason is that the clinical models that are established internationally are not followed by the majority of French psychiatrists, psychologists, and psychotherapists.

Indeed, as I was saying, once again at this latest international seminar, we discussed the treatment of anorexia nervosa and the motivations that favor the development of such a severe mental disorder.

For our French colleagues, conflict with the mother is crucial in determining a large portion of anorexia nervosa histories.

While the international literature, which we draw from large databases that use mostly—almost exclusively—English, and this is no small matter, excludes it—see the 9 Truths, AED—and actually recognizes the need for a more global, multifactorial vision.

This gap is also very evident in terms of treatment, as our French colleagues maintain that family members, and especially mothers, should be excluded from therapeutic settings. Confidentiality in the relationship with the patient is a crucial criterion, removing from clinical practice those considered to have favorite the development of the illness: parents, families, and especially mothers.

This is a radically different vision from that advanced by major international scientific societies such as AED, which argue that parents cannot be blamed, but rather that we must work to engage them.

Indeed, this often gives rise to experts by experience, people who have transformed their own lives, becoming experts by experience that can be of interest at a collective and clinical level. Services and their professionals are encouraged to work with families, as some clinical models, such as the Comprehensive Approach, Triangle, and Echomantra, suggest.

We need to work harder on this fault line that is disrupting interprofessional unity, engage in more dialogue, and build bridges to ensure that this separation of scientific and cultural histories is not passively accepted. These histories no longer concern, so to speak, only the Western world and East Asian or African countries, implementing the desired cultural-scientific decolonization.

 Instead, they exist within the West, between its Francophone and Central European roots and the currently largely prevalent Anglo-Saxon roots.

nizzoli foto 3Umberto Nizzoli è Psicologo clinico e specialista in Psicoterapia. Già direttore Dipartimento aziendale salute mentale e dipendenze patologiche, Azienda Sanitaria di Reggio Emilia. Ha insegnato nelle università di Modena (Psichiatria e Neuropsichiatria Infantile), Padova (Psicologia), Bologna, (Scienze dell'Educazione). Ha diretto i Master sui Dca Regione Emilia-Romagna e Unitelma Sapienza. E' stato presidente europeo di
ERIT, Federazione europea operatori tossicodipendenze, e di AED, Academy for Eating Disorders, e presidente Sisdca, società italiana per lo studio dei Dca. Attualmente insegna Psicobiologia del comportamento umano alla Università Salesiana-IPU. E' presidente Aepea-sezione Italia (società di Psicopatologia dell’infanzia e dell’adolescenza). E' iscritto all'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna, N. 0560