Ferraris Maurizio, Comunismo digitale, una proposta politica, Einaudi 2026
Un libretto molto agile, scritto con la solita maestria da Ferraris.
Potrebbe sembrare un titolo scherzoso. In realtà è una vera e propria riflessione che vorrebbe avere un valore politico per potere superare una situazione come l'odierna utilizzando le straordinarie risorse di cui il mondo attualmente è dotato per creare una condizione di uguaglianza; dove invece si capisce che si sono create, assieme al
fantastico sviluppo, delle disuguaglianze opprimenti.
Ferraris in modo sferzante, sintetico, molte volte profondamente ironico perché, lo sa, propone una via del comunismo capitalista, che non è un ossimoro perché già Marx riconosceva che la vera forza rivoluzionaria sta nel capitale.
La ricetta è molto semplice e la anticipo per chi non avesse tempo o voglia di leggere il libro perché è impegnato a produrre valore su TikTok, scrive ironicamente Ferraris.
Pensa che la lotta tra i produttori e i proprietari dia la possibilità di fare in modo pacifico una forma di capitalismo comunista, che consiste nel dare valore al consumatore: è il consumatore che fa funzionare i mercati
La storia si ripete, non come una farsa, ma come una nuova tragedia.
Le fedi, come sappiamo, sono in lotta fra di loro non meno delle economie.
È necessaria una trasformazione del modo di pensare e un cambiamento che sia prima di tutto un atteggiamento delle coordinate storiche, i produttori della miniera d’oro che sono le informazioni, vero asset strategico attuale, sono le persone che le danno, donatori di sangue, e potere, a Meta, Alphabet e compagnia.
Dare attenzione al modo in cui gli umani interagiscono con la realtà. Portandone con sé le tracce.
Questo libro va letto assieme a Big Tech di Luca Balestrieri per capire quanto urgente è, sarebbe, una profonda trasformazione politica, sociale e culturale.
Balestrieri Luca, Big Tech. Il potere dei giganti della tecnologia, Fili rossi, Laterza, 2026
E’ un libro molto interessante che analizza il ruolo delle grandi compagnie tecnologiche che stanno guidando la trasformazione del modo di vivere. Intaccando, modificando, trasformando gli assetti finanziari produttivi, educativi, morali e, finanche, geopolitici.
Con una intersezione crescente fra finanza, tecnologia e potere in cui alcune grandi aziende, 7 per l’esattezza, negli Stati Uniti e un numero imprecisato in Cina hanno assunto dimensioni superiori a quelle che hanno larga parte degli Stati nazionali.
E, le 7, hanno una concentrazione di opzioni e di tecnologia da cui gli Stati non possono prescindere; perciò ne diventano almeno in parte dipendenti.
Sono imprese che hanno la loro visione globale, guidate spesso addirittura da CEO visionari che desidererebbero immaginare di trasformare le condizioni di vita nel pianeta. Si pone una grande sfida per l'umanità: relazionarsi alla tecnologia che travolge, e che sta per travolgere ancora di più, il modo di vivere delle persone.
(commenti di Umberto Nizzoli)
