Ci si è detto altre volte che il consumo di sostanze stupefacenti ha dimensioni vastissime e non più solo “tradizionali”: col diffondersi di “nuovi stili di vita” tra i giovani e tra gli adulti per nulla disagiati si è rilevato che in certi luoghi o momenti, il consumo è esibito come modo per esserci di più, per recitare la parte del “più in”. Tutti sanno che rifornire costoro è opera delle organizzazioni del crimine. Ma è largamente insufficiente continuare a credere che la questione si riduca alla “caccia allo spacciatore”.


L’offerta di sostanze è molto alta e molto diffusa; si serve di tecniche di vendita sofisticate che servono per abituare all’uso (che dire di quei finti “spumanti” dei regali per bambini piccoli che così imparano a stappare la bottiglia?) ovvero a creare una fidelizzazione del cliente (che dire delle dosi sotto-costo di cocaina? Che dire delle bevande a bassa gradazione alcolica e dal sapore fruttato che occhieggiano a un pubblico appena appena adolescente?). Il mercato delle droghe è diventato un fenomeno merceologico. La droga è una merce fra le altre; prodotta e commercializzata come gli altri beni.

Allora è il caso di piantarla di volere credere che tutti si è contro lo spaccio di droghe; come se fossero tutti buoni contro le mafie dello spaccio.

Aggiornare le politiche sulle dipendenze vuole dire anche questo: imparare a riconoscere che ci sono forze ed organizzazioni che desiderano stimolare il consumo di sostanze.

Occorre avere il coraggio di radicare nei territori, dal basso, la resistenza contro i seduttori del mercato delle droghe. Caro direttore, conto molto su di te.

nizzoli foto 3Umberto Nizzoli è Psicologo clinico e specialista in Psicoterapia. Già direttore Dipartimento aziendale salute mentale e dipendenze patologiche, Azienda Sanitaria di Reggio Emilia. Ha insegnato nelle università di Modena (Psichiatria e Neuropsichiatria Infantile), Padova (Psicologia), Bologna, (Scienze dell'Educazione). Ha diretto i Master sui Dca Regione Emilia-Romagna e Unitelma Sapienza. E' stato presidente europeo di
ERIT, Federazione europea operatori tossicodipendenze, e di AED, Academy for Eating Disorders, e presidente Sisdca, società italiana per lo studio dei Dca. Attualmente insegna Psicobiologia del comportamento umano alla Università Salesiana-IPU. E' presidente Aepea-sezione Italia (società di Psicopatologia dell’infanzia e dell’adolescenza). E' iscritto all'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna, N. 0560