“guerra dei dazi” o “Nottingham sheriff”?
Scrivo queste righe per condividere con chi ha la pazienza di leggerle un punto di vista differente rispetto a quanto
ascolto continuamente propinato dal mondo della informazione.
La guerra delle tariffe viene considerata come un'ostilità fra paesi, e quindi un modo da parte degli Stati Uniti, che la agiscono, di giudicare con tariffe diverse, l'amicizia o inimicizia con gli altri paesi. Il dazio serve ad affaticare e danneggiare la possibilità di questi paesi di esportare negli Stati Uniti i loro prodotti.
Quindi noi viviamo la guerra delle tariffe come uno ostacolo alla produzione italiana (e europea) a raggiungere i clienti degli Stati Uniti.
Il che è vero. In effetti, sarà più difficile esportare i prodotti appesantiti da un costo maggiore, il dazio.
Il dazio è una tassa imposta dallo stato, gli US, sui prodotti. In pratica gli US coi dazi fanno cassa, e ne hanno un gran bisogno visto l’indebitamento statale.
Chi pagherà i dazi?
Se lo pagano gli esportatori senza riversarlo sui prezzi dei prodotti, succederà che gli esportatori, le nostre aziende, dovranno tagliarsi i ricavi del valore del dazio.
Un disastro. Alcuni prodotti rischiano di non dare più i margini che ne giustifichino la produzione.
Sempre che non ricorrano ad aiuti di stato o europei, il che è almeno simile. In quel caso il dazio viene pagato con le tasse dei cittadini italiani e europei.
Oppure i prodotti esportati dovendo pagare il dazio, innalzeranno i prezzi. Se lo facessero per ricoprirsi dei nuovi costi causa dazio dovrebbero aumentare il prezzo di molto più del dazio stesso. Per intenderci un prodotto venduto oggi negli US a 100 se viene gravato del 15% causa dazio, non basterà che si voglia vendere a 115 perché a quella cifra il dazio è 17,25. Il che porta il prodotto ad un aumento del 17,5% dal valore attuale.
Anche in questo caso il danno sul mercato non sembra poco. Se ne perderanno quote.
Ci saranno persone negli Stati Uniti che si porranno il problema se continuare ad acquistare italiano e europeo pur con l'aumento del dazio oppure rinunciarvi.
Probabilmente nella realtà si assesterebbero soluzioni intermedie che agiscono sui diversi attori contemporaneamente miscelando e distribuendo i costi.
Ed è su questo punto che voglio esercitare la mia riflessione.
La guerra dei dazi, intesa troppo semplicisticamente come una guerra fra stati è in realtà anche un modo da parte dello stato di raccogliere tasse.
In pratica i cittadini degli Stati Uniti se dovessero acquistare prodotti che vengono dall'Inghilterra debbono pagare o loro o in parte loro e in parte altri attori della filiera di produzione e distribuzione il 10% di tasse; se i prodotti che vogliono comperare fossero italiani o altri europei, il 15% di tasse distribuite tra loro e gli altri della filiera produzione-importazione-distribuzione, eccetera.
In questo modo il governo raccoglie dai clienti americani di prodotti originati dall'estero un surplus di tasse che gli servono per far fronte al suo deficit di bilancio.
Difficile immaginare che siano i produttori a tagliarsi i ricavi del valore dell’intero dazio. In questo caso al consumatore americano non cambierebbe nulla.
Cambierebbe invece molto al contribuente italiano e europeo se i nostri governi dovessero aiutare la nostra industria per non essere soffocata dai dazi.
Ma se non lo pagheranno in toto i contribuenti italiani e europei (e per le varie quote di dazio ognuno degli stati soggetti alla politica dei dazi trumpiana), una parte ricadrà sugli acquirenti americani con un inevitabile aumento della inflazione.
A meno che i produttori non delocalizzino l’attività dentro agli US. In quel caso perderemmo fette di attività produttive. Sempre che non cerchino di esportare verso altri stati. Sperando però che anche questi, imparata la lezione, non attuino una loro “guerra dei dazi”.
E è la stessa cosa per i nostri stati che se per rivalsa introducessero a loro volta tasse del 15% sulle merci americane, otterrebbero per queste merci un 15% in più di tasse, raccolte da chi dai nostri governi.
Non mi dilungo a descrivere i passaggi di distribuzione dei costi perché, a parti inverse, accadrebbe esattamente quanto ho descritto più sopra.
Quindi, la guerra dei dazi è una manovra straordinaria per aumentare in modo molto forte le tasse sui cittadini, né più né meno di quello che fanno i governi quando aumento le tasse sul tabacco.
Le pagano i cittadini come contribuenti se si devono sostenere le industri gravate dai dazi, oppure i cittadini come consumatori per l’aumento dei prezzi.
Quindi il cittadino americano ha di fronte 2 ipotesi. O comprare un prodotto americano, favorendo in questo modo la produzione americana a un costo ridotto o acquistare un prodotto originato dall'estero, pagando un surplus di tasse, il cosiddetto dazio, spalmato fin che si vuole ma che serve al governo degli US. Se la corsa dei dazi finisce lì ci guadagna il governo US e ci perdono i clienti americani in inflazione e quelli italiani e europei in tasse e posti lavoro. Se anche i nostri governi faranno la stessa cosa degli US incasseranno i dazi sui prodotti americani. Con quei dazi potrebbero sostenere l’industria italiana e europea sopportando così i danni alla produzione.
Se gli US facessero poi verso le loro industrie la stessa cosa tutta questa guerra” si risolverebbe con una partita di giro.
Salvo i margini lasciati da pagare ai clienti finali con un relativo aumento dei prezzi e quindi con inflazione.
Se però gli US non si facessero carico degli oneri ricadenti sulle loro imprese esportatrici, si creerebbe per molte di loro il caso dell’impossibilità ad esportare in Europa a parità di prezzi finali per il consumatore. Si avrebbe un grave danno all’industria americana ma nel contempo i governi non incasserebbero più il dazio da esportazioni dagli US che si riducono.
Gli scenari di crisi sono vari e andrebbero descritti paese per paese, settore merceologico per settore merceologico, essendo il ragionamento qui esposto molto generale.
Orbene questa lettura è molto differente rispetto a quanto viene normalmente raccontato sui media. A me pare convincente ma potrei sbagliarmi perciò se sei arrivato fin qui mi interessa la tua opinione. A me, lo hai capito, oltre a sembrare essere una “guerra dei dazi”, e lo è, è un modo per aumentare le tasse ai cittadini di tutto il mondo, è la “razzia dello sceriffo di Notthingam”.